“Il seme caduto in terreno fertile è germogliato e si è trasformato in un albero rigoglioso.”
(dal Vangelo secondo Luca)
Sono trascorsi trent’anni da quel 24 aprile in cui il Vescovo Mons. Agostino D’Arco mi invitò a lasciare ogni altra attività per prendermi cura di un gruppo di famiglie che da cinque o sei anni vivevano nelle baracche, insieme a quelle che andavano ad occupare i nuovi alloggi per i senzatetto al Ponte San Marco.
Da allora abbiamo fatto molta strada insieme.
Le origini della comunità
All’inizio, il nostro cammino si è svolto tra povertà e speranza. Celebravamo l’Eucaristia in magazzini, cortili, scantinati. Vivevamo fianco a fianco con i più emarginati, imparando a costruire insieme non solo una Chiesa fisica, ma una vera comunità cristiana a Castellammare di Stabia.
Abbiamo lottato per ottenere l’acqua, l’illuminazione, gli asili, le scuole, le strade, la farmacia, l’ufficio postale, il trasporto pubblico e molto altro.
La costruzione della chiesa
Il 5 luglio 1959, tra sacrifici e entusiasmo, inaugurammo la nostra chiesa. Un’opera realizzata in mezzo a tanta povertà, ma che fu definita dalla stampa dell’epoca:
“Il risultato di un’entusiasmante intesa spirituale tra Autorità ecclesiastiche e civili, fuse in un’unica volontà nel nome dell’Evangelista Marco, per la gloria di Dio.”
Il leone di San Marco ha piantato qui la sua zampa, sulle pagine eterne del Vangelo, con il motto:
“Vittoria tibi Marce Evangelista meus”.
Una comunità in crescita
Quando arrivai, trovai circa 300 famiglie. Oggi ne contiamo oltre tremila.
Come sacerdote, ho battezzato circa seimila bambini, accompagnato 1.700 coppie al matrimonio, partecipato al congedo terreno di 1.300 fratelli. Tanti di quei volti, li porto ancora nel cuore.
San Marco oggi
Oggi il nostro rione ha conquistato il suo posto nella città. Non più strade polverose e buie, non più emarginazione. Vogliamo raccontare questa storia attraverso immagini e testimonianze.
Ai giovani
Invito i giovani e i fanciulli a meditare su ciò che hanno costruito i loro genitori e nonni, sotto la mia guida, con entusiasmo e fede.
Ai rionali
Invito tutti i rionali, e chi è legato a loro da affetto o memoria, a ringraziare con me il Signore, che ha operato tante meraviglie anche attraverso di noi.
Un doveroso ringraziamento
Sento il dovere di ricordare e ringraziare:
-
I Vescovi che ci hanno guidato:
-
Mons. Agostino D’Arco, che fondò giuridicamente la parrocchia.
-
Mons. Raffaele Pellecchia, che ci spronò ad aprirci alla modernità e al Concilio Vaticano II.
-
Mons. Antonio Zama, che ci aiuta a servire l’uomo concreto: malato, anziano, emarginato.
-
-
Gli amici e benefattori che ci hanno sempre sostenuto.
-
I sacerdoti, religiosi e religiose che hanno servito questa comunità.
-
L’ing. Comm. Lorenzo Melchiori per il suo contributo tecnico e umano.
-
Le famiglie degli emigrati e i giovani che, cresciuti qui, hanno portato altrove lo spirito di San Marco.
-
Tutti i collaboratori nella catechesi, liturgia e nei gruppi di servizio.
Possa lo Spirito Santo guidare sempre il cammino della nostra parrocchia.
Con affetto e gratitudine,
don Ciro Donnarumma

